Professore Ordinario di Urologia - Università degli Studi di Palermo

Primum non nŏcēre

  • Attualmente dirige la Clinica Urologica di Palermo come Professore Ordinario di Urologia.
  • Dal 1.02.2005 al 17/01/2016 ha svolto la sua attività clinica come Professore Associato di Urologia presso la Clinica Urologica “L. Giuliani” dell’IRCCS San Martino di Genova. Trattando in piena autonomia clinica e chirurgica tutte le patologie neoplastiche urologiche, la calcolosi urinaria, la chirurgia ricostruttiva e funzionale urologica dove ha portato innovazioni tecniche riconosciute dalla comunità scientifica nazionale ed internazionale.
  • Dal 28.08.2000 al 31.01.2005 è stato dirigente medico di I° livello presso l’Unità Operativa di Urologia dell’Ospedale “L. Sacco” di Milano dove ha dato notevole impulso all’applicazione della chirurgia laparoscopica e robotica in urologia ideando e realizzando soluzioni tecniche originali riconosciute in ambito internazionale.
  • Dal 1.11.1994 al 27.08.2000 è stato medico ospite volontario presso la Clinica Urologica “L. Giuliani” di Genova.


Tanto per ricordare chi siamo...

IL GIURAMENTO DI IPPOCRATE - TESTO CLASSICO

"Giuro per Apollo medico e Asclepio e Igea e Panacea e per gli dèi tutti e per tutte le dee, chiamandoli a testimoni, che eseguirò, secondo le forze e il mio giudizio, questo giuramento e questo impegno scritto:

  • di stimare il mio maestro di questa arte come mio padre e di vivere insieme a lui e di soccorrerlo se ha bisogno e che considererò i suoi figli come fratelli e insegnerò quest'arte, se essi desiderano apprenderla;
  • di rendere partecipi dei precetti e degli insegnamenti orali e di ogni altra dottrina i miei figli e i figli del mio maestro e gli allievi legati da un contratto e vincolati dal giuramento del medico, ma nessun altro.
  • Regolerò il tenore di vita per il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio, mi asterrò dal recar danno e offesa.
  • Non somministrerò ad alcuno, neppure se richiesto, un farmaco mortale, né suggerirò un tale consiglio; similmente a nessuna donna io darò un medicinale abortivo.
  • Con innocenza e purezza io custodirò la mia vita e la mia arte. Non opererò coloro che soffrono del male della pietra, ma mi rivolgerò a coloro che sono esperti di questa attività.
  • In qualsiasi casa andrò, io vi entrerò per il sollievo dei malati, e mi asterrò da ogni offesa e danno volontario, e fra l'altro da ogni azione corruttrice sul corpo delle donne e degli uomini, liberi e schiavi.
  • Ciò che io possa vedere o sentire durante il mio esercizio o anche fuori dell'esercizio sulla vita degli uomini, tacerò ciò che non è necessario sia divulgato, ritenendo come un segreto cose simili.
  • E a me, dunque, che adempio un tale giuramento e non lo calpesto, sia concesso di godere della vita e dell'arte, onorato degli uomini tutti per sempre; mi accada il contrario se lo violo e se spergiuro".

IL GIURAMENTO DI IPPOCRATE - TESTO MODERNO

Consapevole dell'importanza e della solennità dell'atto che compio e dell'impegno che assumo, GIURO:

  • di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento; 
  • di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell'uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale;
  • di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di un paziente;
  • di attenermi nella mia attività ai principi etici della solidarietà umana, contro i quali, nel rispetto della vita e della persona non utilizzerò mai le mie conoscenze; 
  • di prestare la mia opera con diligenza, perizia e prudenza secondo scienza e coscienza ed osservando le norme deontologiche che regolano l'esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione;
  • di affidare la mia reputazione esclusivamente alle mie capacità professionali ed alle mie doti morali;
  • di evitare, anche al di fuori dell'esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il prestigio e la dignità della professione;
  • di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni;
  • di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità, condizione sociale e ideologia politica;
  • di prestare assistenza d'urgenza a qualsiasi infermo che ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamità, a disposizione dell'Autorità competente;
  • di rispettare e facilitare in ogni caso il diritto del malato alla libera scelta del suo medico tenuto conto che il rapporto tra medico e paziente è fondato sulla fiducia e in ogni caso sul reciproco rispetto;
  • di osservare il segreto su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell'esercizio della mia professione o in ragione del mio stato.